Caldaia a condensazione o caldaia tradizionale
Guida alla scelta

Soluzioni calore 10 apr 2019

Negli ultimi anni si è visto un aumento dell'acquisto di caldaie a condensazione, anche grazie agli incentivi fiscali che sono stati attivati a fronte della capacità di risparmio energetico che le contraddistingue e che consentono di ottenere un minor impatto ambientale.

La tecnologia di cui sono dotate, effettivamente, permette a questo tipo di dispositivo di recuperare i fumi generati dalla combustione e i vapori acquei in essi contenuti, sfruttando il calore latente, rilasciato invece nell'ambiente dalle caldaie convenzionali, ottimizzando i consumi e garantendo un risparmio sui combustibili che si traduce anche in minor spesa per il nostro portafoglio.
Tuttavia è sempre bene soppesare adeguatamente benefici e svantaggi prima di procedere all'acquisto.

Proviamo allora a fare un po' di chiarezza.

Caldaie tradizionale


In una normale caldaia a gas (metano o gpl) i fumi derivati dalla combustione riscaldano la serpentina all'interno della quale scorre acqua, che viene poi distribuita per servire l'impianto di riscaldamento e i sanitari.
Buona parte di questi fumi vengono dispersi nell'ambiente, ma insieme ad essi viene disperso anche calore, quindi energia che in questo caso costituisce circa il 10-15% del totale prodotto dalla caldaia, rappresentando un grosso spreco.
Per quanto riguarda le caldaie elettriche, non producono fumi di scarto ma il costo dell'energia elettrica, anche in termini ambientali, è molto elevato.

Caldaie a condensazione


Questo tipo di caldaia, grazie al riutilizzo dei fumi di combustione, è in grado di ridurre al minimo lo spreco energetico e di produrre quindi maggior calore con minor spesa.
Bisogna però notare che per compiere al meglio questa operazione dovrebbe lavorare con l'acqua dell'impianto a temperature di circa 56° e si possono ottenere quindi risultati migliori se lavora in coppia con un impianto di riscaldamento che funziona a basse temperature, come quello radiante. Nonostante ciò si ottengono buoni risparmi anche con acque a 70° che sono più comunemente usate nelle nostre abitazioni.
Altri fattori da considerare sono le temperature dell'ambiente e l'isolamento della casa, che incide sulla dispersione del calore e dunque sulla possibilità di tenere impostati a basse temperature i radiatori, nonché la dimensione di questi ultimi.

E' una scelta quindi che può essere sconsigliabile in caso di vecchi impianti a radiatori di piccole dimensioni, pensati per lavorare ad alte temperature e se l'edificio è isolato male. In questo caso andrà meglio installare una caldaia tradizionale poiché, anche se si otterrebbe comunque un risparmio, questo potrebbe impiegare troppo per permettere di ammortizzare la spesa iniziale, che si aggira attorno ai 1'000-2'000 € contro ai 300-600€ di una caldaia tradizionale.

Si tratta invece dell'opzione ideale per chi ha un grande appartamento ben coibentato e con un un impianto di riscaldamento radiante o in alternativa con radiatori di grande superficie.

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